Summer in Love 2017: " IL CANTO DELLA SIRENA" di Adele Vieri Castellano - 1^ PARTE


SIAMO ARRIVATE ALLA QUARTA SETTIMANA DI AGOSTO, MA SIA CHE SIATE GIA' TORNATE A CASA  O CHE ANCORA VI STIATE GODENDO LE VACANZE, IL NOSTRO NUOVO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2017 E' QUI CHE ASPETTA DI ESSERE LETTO!
QUELLO DI OGGI E' FIRMATO DA ADELE VIERI CASTELLANO CHE HA DEDICATO LA SUA STORIA A UNO DEI PERSONAGGI DELLA SUA SERIE STORICA ROMA CAPUT MUNDI...CHI SARA'?... BUONA LETTURA!

NB: VISTA LA LUNGHEZZA DEL RACCONTO LO ABBIAMO DIVISO IN DUE PARTI.


1 
 Isola di Poros, mar Egeo - 802 a.U.C. Maius, Idi (49 d.C., 7 maggio) In piedi sulla scogliera Brinnone ascoltava la voce sensuale del mare.
Si era sempre considerato come qualcuno di ragionevole, nonostante fosse un guerriero che portava su di sé le cicatrici di molte battaglie ma, per una ragione inspiegabile, in quel pomeriggio di sole, sentiva i suoi istinti riprendere il sopravvento.
Non andava bene.
Fece un passo indietro e rimirò la scultura raffigurante una sirena, che aveva incastrato in un anfratto di roccia rivolto verso l’orizzonte.
Modellare il metallo era una passione, uno sfogo. Se anni prima aveva temprato le armi dei romani, adesso si riteneva un artista e qualcuna di quelle sculture, ricavate da lastre di ferro e bronzo, decoravano il sentiero che dalla villa conduceva al mare.
L’odore della salsedine e quello della resina scaldata dal sole gli solleticarono le narici, mentre regolava, con un ultimo tocco, la posizione della mitica creatura di metallo sull’orlo del precipizio.
Quando fu soddisfatto, osservò dall’alto la superficie azzurra macchiata da pennellate di candida spuma.
La voce del senatore Marco Quinto Rufo, amico fraterno e compagno di molte battaglie, a un tratto gli parve risuonasse ancora nitida nella sua testa:
«Nei prossimi mesi non avremo bisogno di te qui a Roma, batavo.»
«Potrei tornare in Germania» aveva risposto lui, tranquillo. «Quinto Decio Aquilato ha qualche noia con le tribù confinanti.»
Il romano si era alzato, scuotendo il capo.
«No, andrai in Grecia. Da qualche tempo i ricchi mercanti di ceramica delle isole di Poros ed Egina sono vittime dei pirati.»
Non era stato facile organizzare la flotta difensiva, tantomeno conquistare i rudi e sospettosi greci che, da secoli, solcavano il mare con le pesanti navi mercantili. Ma col
passare dei mesi, la cattura di predoni e in particolare, la crocifissione di uno dei capi, era riuscito a scalfire la loro diffidenza e a conquistarsi un posto d’onore tra l’aristocrazia isolana.
Poche settimane prima aveva finalmente inviato una missiva a Rufo, in cui lo informava di aver portato a termine la missione con successo.
Osservò gli scalini intagliati nella roccia che, ripidi, portavano all’insenatura.
La vista era mozzafiato, l’acqua calma dai riflessi verde-azzurri risplendeva quasi fosse uno smeraldo racchiuso tra pareti di roccia, così limpida da distinguere i pesci e i coralli del fondale.
Il sole gli riscaldò le spalle nude mentre scendeva deciso a fare un bagno, e fu in quel momento che dal basso udì provenire il canto. Si fermò e un brivido gli attraversò la pelle.
Limpido, dolcissimo, sfuggente.
Lo ammaliò, lo disorientò, gli fece provare inaspettate e sensuali emozioni. Gli parve di essere Ulisse legato con solide cime all’albero maestro eppure desideroso, anche a costo della vita, di gettarsi in mare per afferrare finalmente l’inafferrabile.
Alzò il volto cercando con lo sguardo la sirena che aveva forgiato. La individuò a stento tra i cespugli di mirto, immobile guardiana dell’orizzonte.
Non era lei che cantava ovviamente eppure, per un istante, visse quell’illusione poiché la voce portata dal vento sembrava scaturire dalle rocce, provenire dal mare e dalla terra scaldata dal sole.
Un’allucinazione?
Non ci credeva più, non era possibile.
«Questa volta non mi sfuggirai» mormorò tra sé e sé, riprendendo la frettolosa discesa dei gradini sconnessi. «Non sei un fantasma, né una sirena.»
D’accordo, viveva come un recluso in quella villa, inaspettata ricompensa dei mercanti per averli liberati dalla calamità, ma non poteva essere diventato folle in quei giorni di solitudine.
Si era rilassato, aveva scolpito nella sua fornace, esercitato col gladio, le serve lo avevano massaggiato, vezzeggiato, aveva fatto sesso e si era nutrito dei cibi migliori. Era in perfetta forma fisica, ma la sua mente?
Si lasciò sfuggire una roca risata.
La sua mente stava benissimo, perché quella voce l’avrebbe riconosciuta tra mille. Certe persone non dimenticavano mai un volto ma lui, Brinnone, non dimenticava mai una voce.
L’aveva udita nei momenti più disparati della giornata, senza riuscire a capire da dove provenisse, se da un luogo reale o dalla sua immaginazione.
Mentre poggiava i piedi sugli scogli bagnati dal mare, si convinse che il canto apparteneva non a una mitica creatura dei mari, né a una ninfa dei boschi, ma a una donna in carne e ossa, viva e reale.
Percepì le ultime note prima che si dissolvessero nell’aria. Il silenzio si protrasse per un lungo momento poi, a un tratto, vide qualcosa dall’altra parte dell’insenatura: un paio di braccia lisce che fendevano la superficie trasparente del mare.
La sua nuca fu percorsa da un pizzicore, che proseguì lungo la schiena e si irradiò in tutto il suo corpo. Seppe per istinto che era lei. ....
 

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LA SECONDA PARTE DE "IL CANTO DELLA SIRENA" VI ASPETTA SUL BLOG 
VENERDI' 25/8 .
NON MANCATE! 

 


Summer in Love 2017: " NELLA CITTA' DEL SILENZIO" di Miriam Formenti


L'ESTATE E' ORMAI AL CULMINE... COME LA STATE VIVENDO? SPERIAMO AL MASSIMO. SICURAMENTE MOLTE DI VOI SI STANNO DIVERTENDO A LEGGERE LE STORIE DI  SUMMER IN LOVE 2017, SIAMO FELICI VI STIANO PIACENDO. 
OGGI MIRIAM FORMENTI CI REGALA UN LUNGO RACCONTO PER INAUGURARE IL WEEKEND CHE CI PORTA NELLA MISTERIOSA  E AFFASCINANTE ISOLA DI MALTA. BUONA LETTURA!


Dopo aver visitato lo storico palazzo Falson, Roxy camminò ancora a lungo, e quando si fermò, all’inizio di una breve scalinata, si appoggiò a un muretto e ammirò lo splendido panorama tutto attorno… Mdina era così affascinante! L’antica capitale di Malta, con le sue viuzze, le antiche residenze signorili e i suoi bastioni medioevali era stupenda. Era chiamata con rispetto la città del silenzio, e a ragione.
Mentre osservava la facciata di un palazzo barocco, si trovò a pensare a come tutto, su quell’isola, fosse romantico e fiabesco; la dolcezza del clima, i colori, il mare di cristallo… Era arrivata a Malta tre giorni prima, a seguito di una decisione improvvisa appena terminato un incarico importante per l’agenzia pubblicitaria per cui lavorava, e non se n’era pentita. Era luglio, il caldo era secco e la brezza piacevole, mentre il resto dell’Europa andava a fuoco. Una vacanza presa per pura fortuna all’ultimo minuto, in un albergo senza pretese che, comunque, offriva un discreto servizio.
Chiuse gli occhi sospirando piano, godendo di quel vento gentile, e fu con fastidio che si riscosse udendo, a pochi passi da lei, un grido acuto.
Aprì gli occhi e vide una bambina di cinque o sei anni correrle incontro. Sbalordita, lasciò che la piccola le stringesse le braccia al collo e che si arrampicasse su di lei. Sentì la bocca morbida e umida baciarla sulla guancia e poi la testolina bruna posarsi nell’incavo della sua spalla.
D’istinto le fece una timida carezza sui capelli, e la piccola, come un cucciolo grato, sollevò lo sguardo per regalarle un sorriso felice.
― Oh… ― riuscì soltanto a dire senza sapere cos’altro fare. E guardando con aria di scusa la ragazza che accompagnava la bambina e che, ferma come una statua, la fissava perplessa, aggiunse imbarazzata: ― Non capisco…
La ragazza si riprese e la sua espressione si fece glaciale. ― La lasci, la prego.
― Non la sto trattenendo ― sussurrò Roxy in tono colpevole, pur sapendo di non aver fatto nulla per provocare quell’infantile, patetica manifestazione d’affetto.
L’altra la ignorò e si rivolse con dolcezza alla bambina.
― Lidia, tesoro, dobbiamo rientrare.
― Voglio stare con la mia mamma ― pianse la bambina, scuotendo la testolina e aggrappandosi più forte al corpo di Roxy.
― Lo so, ma è solo una signora che le somiglia. Vieni, ti prego.
La piccola sollevò la testolina e guardò Roxy negli occhi, come a chiedere conferma, mentre lei, muta e dispiaciuta, la ricambiava.
All’improvviso, sentendo un nodo stringerle la gola, desiderò non essersi fermata a riposare su quel muretto. Non avrebbe mai voluto vedere lo sguardo deluso e rassegnato di quella piccolina, mentre lasciava ricadere le braccia esili e, docile, con gli occhi azzurri pieni di lacrime, offriva la manina alla ragazza che era con lei.
Respirò a fondo guardandole sparire oltre il portone del palazzo che soltanto pochi attimi prima aveva ammirato, poi si alzò di scatto. Doveva andarsene da lì, lontana da quella piazzetta, lontana dal dolore che si era trovata a immaginare e che lei stessa aveva provato quando, ancora molto piccola, aveva perso la sua mamma. Ricordava che le bastava vedere una donna snella, bionda con i capelli lunghi per correrle accanto, prenderle la mano e guardarla, cercando in quel viso sconosciuto i tratti tanto amati. Questo fino a quando, col tempo, aveva compreso che sua madre non sarebbe tornata mai più.
Raggiunse la fermata del bus con l’ansia di lasciare Medina, e una volta a La Valletta, in albergo, si sentì stranamente al sicuro, lontana da quella penosa sofferenza infantile.
Cenò in un ristorante a due passi dall’hotel, passeggiò in una viuzza piena di negozi senza trovare l’entusiasmo per fare degli acquisti e, infine, decise di tornare nella propria camera.
L’impiegato le diede la chiave e la informò che un signore l’attendeva nella hall, accennando a un tipo alto e bruno, con addosso un completo marrone e una maglia con scollo a V di un colore appena un po’ più chiaro, in piedi accanto a un tavolo carico di dépliant.
***
Avanzò verso di lui, che era rimasto fermo a guardarla e, chiedendosi chi fosse e cosa volesse, azzardò un incerto sorriso.
― Buonasera. Mi hanno detto che mi ha cercata, ma non la conosco.
L’uomo non ricambiò il sorriso. ― Sul serio? Stai facendo il gioco della smemorata? Vieni, dobbiamo parlare ― disse deciso, afferrandole un braccio e guidandola attraverso l’arco che si affacciava sul giardino.
Lei si fermò prima di varcare quella soglia, preoccupata. ― Non verrò da nessuna parte con lei! Se proprio deve parlarmi lo faccia qui.
Lui le lanciò uno sguardo ironico. Aveva occhi azzurri e luminosi, gelidi come la neve. Poi si guardò intorno.
Sedute su un divano ad angolo, tre ragazze stavano chiacchierando allegramente, mentre una coppia appena scesa dall’ascensore si stava avvicinando alla reception, lontana da loro appena pochi metri.
― Preferisco che quello che dobbiamo dirci resti fra noi. Immagino anche tu, nonostante finga il contrario. Ma se non ti piace il giardino e desideri salire nella tua camera, d’accordo.
― Crede sul serio che potrei invitarla nella mia stanza?
― Ricordo che lo hai già fatto almeno in un paio di occasioni ― replicò lui sarcastico. ― Tranquilla, non ti ucciderò, anche se mi piacerebbe. E non ti picchierò. Non vali nemmeno una denuncia. Fuori è soltanto più appartato. Del resto non credo che oggi tu sia venuta davanti a casa mia soltanto per guardare tua figlia. Sei sempre stata una pessima madre, e non capisco davvero come Lidia possa rimpiangerti ancora, dopo che l’hai abbandonata. Roxy deglutì. Quindi, il gesto della bambina che aveva incontrato quel pomeriggio non era nato soltanto dalla fantasia e dal bisogno. In lei aveva visto davvero sua madre e bastava fare due più due per capire che anche quell’uomo credeva che lei fosse Laura. ...


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IL PROSSIMO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2017 SARA' PUBBLICATO 
LUNEDI' 21/8. 
VI ASPETTIAMO!




"LA FINE DELLA CACCIA - Drew e Lizzie" di Fernanda Romani

Autrice: Fernanda Romani
Genere: Storico
Pubblicazione: Fernanda Romani, 27 luglio 2017, pp. 46
Parte di una serie: No
Solo in ebook a € 0,99


TRAMA: Lizzie Forbes fa la cameriera nel saloon di Temperance, una cittadina del West uguale a tante altre, e non sta cercando un marito, né un fidanzato. Si tiene alla larga dagli uomini; tutto quello che vuole è andarsene, lontano.Drew Madigan fa parte di un gruppo di individui che, un giorno, arriva a Temperance. Il loro capo, Tony, dice che sta cercando un terreno da comprare o, forse, un ranch.
É così che Lizzie e Drew si incontrano; una ragazza che non vuole avere a che fare con gli uomini e un uomo al quale è stato proibito di frequentare donne che non siano prostitute. Tony è stato molto chiaro: le relazioni rovinano gli affari, e i loro affari sono molto pericolosi.L'amore, a volte, segue strade contorte e non ascolta ordini né divieti, ma quando i due protagonisti si troveranno a dovere prendere decisioni drammatiche, pur di costruirsi una vita assieme, dovranno essere pronti a tutto. Tony è un assassino e la sua caccia sarà spietata.


Bello, bello, bello!!! Chi sta leggendo ha qualche dubbio sulla mia simpatia su questo racconto?
Si legge d'un fiato e vista la brevità, prendetevi una piccola pausa per sfogliare questa storia dolce, romantica, con momenti di tensione e che chiaramente finisce bene, ambientata durante il periodo in cui esistevano i cowboys.
Se c'è qualcuno che non ha un lettore digitale, può leggerlo al PC senza trovarsi alla fine con gli occhi rossi.
Romanzo breve, senza refusi, essenziale, scorrevole, con bei personaggi, sia principali che secondari, che l'autrice ha delineato molto bene.
Che dirvi ancora?! Leggetelo!!!





L'AUTRICE RACCONTA...
 Ho creato Drew e Lizzie diversi anni fa, quando avevo appena iniziato a scrivere e l'idea di un racconto western mi entusiasmava quanto quella di scrivere fantasy.
Fu il mio primo racconto e la mia prima pubblicazione. In origine era piuttosto breve ed era un western puro, più puntato sull'azione che sul romanticismo,  e il sito di appassionati del Far West che me lo accettò mi diede l'opportunità di pensare che, forse, potevo scrivere qualcosa di buono.
Quando, l'anno scorso, ebbi l'occasione di partecipare alla rassegna estiva de La Mia Biblioteca Romantica, decisi di sviluppare quella storia e di farne un romance.
Così è nato l'incontro di Drew e Lizzie, in una torrida estate, lungo la strada polverosa di una delle tante cittadine del West.
È stato appassionante creare quell'atmosfera che tante volte avevo letto nei libri o visto in moltissimi film: il saloon, gli uomini sempre pronti a mettere mano alla pistola, la sensazione di pericolo incombente. E, in mezzo a tutto questo, loro. Un uomo e una donna che non si stavano cercando eppure si trovano. Non hanno nulla in comune, né progetti né speranze, eppure dal loro incontro scaturisce un sogno e rischieranno la vita pur di realizzarlo.
Fernanda Romani

LEGGI L'ESTRATTO...
− Lizzie, gli stranieri vogliono mangiare!La voce rauca di Frank attraversò la porta socchiusa della cucina e la fece sobbalzare.Smise di affettare le cipolle, si pulì le mani nel grembiule e si affrettò a  entrare nella sala, dopo aver afferrato un notes e una matita.
Frank le fece un cenno con la testa e lei li vide. Erano seduti attorno a un tavolo sulla destra, vicino alla porta d’entrata. Si erano cambiati i vestiti e forse avevano anche fatto un bagno sul retro del saloon dove, pagando, si poteva avere una tinozza e dell’acqua calda.Meno male pensò Lizzie Almeno non dovrò sentire la loro puzza.Si avvicinò all’uomo biondo, che la stava guardando. Quello seduto alla sua destra le voltava le spalle, ma non era difficile immaginare a chi appartenessero i lunghi capelli neri, ora puliti e ben pettinati, che gli sfioravano le spalle.Si ritrovò al suo fianco mentre annotava le ordinazioni, ma stette ben attenta a guardarlo solo nel momento in cui disse cosa voleva.
Finì di scrivere e si allontanò mentre un’idea soddisfatta le occupava la mente.Avevo ragione. È un bell’uomo.Subito dopo si diede della stupida. Non c’era motivo di essere soddisfatta di quella scoperta.



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ALTRE PUBBLICAZIONI DI FERNANDA ROMANI
Serie Endora
1. Endora - Uomini sottomessi (novella)
Il Regno di Endora è una società matriarcale dove gli uomini vivono in condizioni di sottomissione, penalizzati in ogni aspetto della loro vita. Quelli più attraenti vengono avviati alla prostituzione fin da ragazzi diventando così “liberi amanti”, gli unici individui di sesso maschile che hanno la possibilità di diventare ricchi. Killiar era uno di loro; ambito e ricchissimo, si è innamorato e ha ceduto al matrimonio con una militare di carriera, Izrhad. È stata un’unione felice ma, alla morte della moglie, in guerra, ha perso tutto.A Endora gli uomini non hanno diritti ereditari.Naydeia, ufficiale dell’Armata, Comandante del reggimento “Giglio”, era la migliore amica di Izrhad, la moglie di Killiar, ed è innamorata di lui da prima che loro si conoscessero. Ha sempre vissuto il proprio amore come una condanna; si è allontanata dalla sua amica, incapace di vederla felice assieme all’uomo che anche lei avrebbe voluto, ma gli Dei o il destino hanno deciso di darle un’altra occasione…Daigo è un Aldair, uno straniero che a Endora può solo fare il mercenario sessuale per le donne dell’esercito che, per evitare di rimanere incinte, usano per il proprio piacere solo uomini di etnie incompatibili con loro. Costretto a prostituirsi per motivi religiosi, Daigo è un guerriero, figlio di un capo tribù. Incontrerà Naydeia e Killiar sulla propria strada e questo potrebbe cambiare il suo destino...Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

2. Endora - Donne d'ombra e di spada (novella)

Il reggimento guidato da Naydeia è arrivato nei territori di confine, dove le incursioni dei Qanaki si fanno sempre più sanguinose. E qui, tra agguati, battaglie e assedi, lei deve arrendersi all’idea che anche la sua vita privata non è scevra da pericoli e da scontri. Soprattutto l’unione con l'uomo che ha sempre amato, ma che non ricambia il suo amore.
Anche Killiar sta cominciando a pensare che quel matrimonio non sia stato una buona scelta. Continua a rimpiangere Izrhad, la sua prima moglie, una donna con un carattere totalmente diverso, e la sua inquietudine lo porta ad agire in maniera impulsiva e a correre rischi che potrebbero costargli molto, forse troppo. E Daigo, infine, è inquieto. Il suo amore verso Naydeia è senza speranza, il suo astio contro Killiar cresce di giorno in giorno. Eppure l'Aldair è un uomo astuto e intelligente: sa che le sue intenzioni potrebbero fargli rischiare la forca, ma non rinuncerà a costruire le proprie trame.
Nel frattempo, a Omira, la capitale, il potente Yadosh sta per cadere in una trappola. Il suo progetto segreto per ridare dignità agli uomini di Endora ha scatenato una ferocia inestinguibile, perché chi ancora porta avanti il complotto storico che ha dato il potere alle donne non può permettere che le cose cambino. Persino un uomo furbo e senza scrupoli come lui può trovarsi avviluppato in una rete di inganni, tessuta da una nemica di grande intelligenza. 
All’orizzonte si profilano nubi nere per tutti…A Endora il matrimonio può essere una condizione molto pericolosa. Per un uomo. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

3. Endora - Il tempo degli inganni (romanzo)
Tre scenari e tre campi di battaglia in questo nuovo terzo episodio.Sul confine ovest del regno di Endora gli attacchi dei selvaggi Qanaki si fanno sempre più audaci. Naydeia si trova a fronteggiare un nemico molto pericoloso con un reggimento stremato e pieno di reclute, mentre il suo matrimonio con Killiar continua ad essere un’incognita, colma di troppi silenzi e incomprensioni. Tra Daigo e l’ex libero-amante è nata un’amicizia ambigua, basata sull’inganno e sulla solitudine, perché l’Aldair vuole avvicinarsi sempre di più al marito di Naydeia, in cerca della propria vendetta.A sua volta, Killiar è molto vulnerabile; troppo solo e tenuto a distanza anche da sua moglie che, pur amandolo profondamente, non riesce a credere al suo interesse verso di lei.Ma il destino è in agguato, pronto a sconvolgere il gioco astuto di Daigo e a mettere alla prova amori e amicizie. La ferocia dei barbari porterà sangue e morte, e i disegni del fato metteranno allo scoperto verità dolorose e segreti antichi. Nella capitale, Omira, spie e sicarie si muovono in una guerra d’intrighi altrettanto pericolosa, portando avanti la congiura per schiacciare gli aneliti di libertà dei maschi del regno. Yadosh e Rainna devono difendere non solo se stessi e le loro alleate, ma anche la famiglia. Gylia, la figlia maggiore, milita nelle Jamirie, ignara della loro corruzione, ma decisa a difenderne l’onore. Invece Nhavi, la figlia minore, si prepara a combattere al fianco della madre e dell’uomo che considera un padre. Com’è possibile fare ciò che è giusto quando questo divide la tua famiglia? ... Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.
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L'AUTRICE
Fernanda Romani, nata nel 1962, in provincia di Rovigo, si dedica alla scrittura da qualche anno, con una predilezione per il fantasy. Pubblicazioni: Antologia “I mondi del fantasy III” – Limana Umanìta – Racconto “ L’alternativa”. Antologia “365 racconti di Natale”- Delos Books – Racconto “Lo straniero”. Antologia “Natale e dintorni” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il varco”. Antologia “365 racconti per l’estate”- Delos Books – Racconto “La spiaggia”. Antologia “L’amore è un’erba spontanea” – Alcheringa Edizioni – Racconto “Il Legame”. Racconto “Soltanto un uomo”, pubblicato in appendice a “Scrivere Fantasy 6” di Andrea Franco. Racconto “Il nemico”, selezionato per l’antologia “I mondi del fantasy IV”.

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Summer in Love 2017: "RICOMINCIARE" di Anna Paola Rossi


MANCA UN SOLO GIORNO A FERRAGOSTO E ABBIAMO PENSATO DI REGALARVI UN LUNGO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2017 PER FESTEGGIARE CON VOI E FARVI PASSARE IN DOLCEZZA QUESTA META' DI ESTATE.
LO FIRMA ANNA PAOLA ROSSI, CON UNA STORIA CHE CI RICORDA CHE L'AMORE E' SPESSO DIETRO L'ANGOLO, ANCHE QUANDO MENO CE LO ASPETTIAMO. BUONA LETTURA E... BUON FERRAGOSTO!

La sera estiva stava calando tranquilla, il Lago Maggiore era immobile, venato di colori accesi che si riflettevano dalle nubi illuminate dall’ultimo sole. La sponda opposta ancora risplendeva nell’aria tersa che il temporale del tardo pomeriggio aveva ripulito.
La giornata era stata calda ma Lisa era rimasta a poltrire sulla sdraio sotto il grande ombrellone bianco ad ammirare il panorama mozzafiato fino allo scatenarsi del temporale.
Il tratto della parte nord del lago era circondato da sponde disseminate di paesini e casette, le vele bianche sull’acqua increspata si spostavano leggere e il traghetto, che passava ogni tanto, non rovinava la pace a chi si soffermava a godersi quella meraviglia.
Ora, dopo l’acquazzone, Lisa era uscita nuovamente a godersi il fresco della sera e l’odore di terra e muschio che saliva dal giardino, un odore più prepotente del profumo amaro degli oleandri che ogni sera invadeva la casa.
La casa.
Lisa si girò a guardarla. Una vecchia casa gialla e grande con le persiane socchiuse e il balcone di ferro battuto.
Era stata la “loro” casa di vacanza per parecchi anni e avrebbe dovuto essere la “loro” casa una volta che un giorno avessero deciso di ritirarsi. Vi avevano investito tanto, non solo in termini di denaro ma più ancora in termini di emozioni e sentimenti che lì dentro avevano sempre lasciato scorrere liberi.
Giorgio le diceva sempre scherzando che quando avrebbe avuto da parte un piccolo gruzzolo avrebbe mollato il lavoro e si sarebbero trasferiti a vivere lì. Lisa aveva sempre creduto che il sogno presto si sarebbe realizzato e aveva messo impegno e amore nella casa sul lago.
 Ma adesso Giorgio non c’era più. E non sarebbe tornato.
 Non aveva senso conservare la casa e soprattutto i ricordi per un futuro che, sapeva bene, non sarebbe mai arrivato. Giorgio non avrebbe mai avuto un futuro da passare con lei nella casa gialla. Era morto ancora nel fiore degli anni e aveva lasciato lei, nel fiore degli anni, più sola che mai. La casa, che conservava tanto di loro, adesso per lei era una spina nel cuore, lì tutto le ricordava Giorgio e per quanto amasse quegli ambienti ampi e arredati con gusto, ritornare lì ogni volta era come riaprire una ferita che con il tempo stentava a rimarginarsi.
 Adesso però, dopo due anni dall’incidente, Lisa voleva ricominciare, voleva tornare a
vivere. Voleva tornare ad avere un futuro. Non sapeva se il destino gli riservasse un altro uomo da amare come Giorgio ma in ogni caso sentiva la voglia di darsi una possibilità.
Negli anni a venire voleva ricostruire la sua vita.
Voleva smettere di piangere, non aveva più lacrime, e ricominciare a pensare al futuro che non fosse solo il giorno o il mese seguente.
Voleva un futuro da costruire magari con qualcuno al fianco, qualcuno che, se non come Giorgio, comunque la amasse e la facesse sentire meno sola.
Era pronta ad accontentarsi, una vedova non aveva molto ‘mercato’ tra gli uomini liberi, non si illudeva. Una vedova aveva pur sempre alle spalle un passato doloroso che non sempre riusciva a dimenticare.
Lei non sarebbe riuscita a farlo del tutto e questo lo sapeva, il dolore provato le toglieva quella spensieratezza che a trentacinque anni avrebbe dovuto ancora avere nell’affrontare il mondo e che invece aveva sepolto in un freddo cimitero in un giorno di pioggia insieme a lui.
Era decisa però. Avrebbe messo in vendita la casa il prossimo autunno. Forse qualcun altro avrebbe trovato tra le sue mura e nel suo giardino la felicità che a lei era stata negata.
Lentamente si ritirò in casa con la testa vuota e una lacrima che indugiava nell’angolo dell’occhio senza decidersi se scendere a rigarle la guancia. ...

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IL PROSSIMO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2017 SARA' PUBBLICATO 
SABATO 19/8. 
VI ASPETTIAMO!





LA MIA SFIDA PIU' GRANDE di Terri Osburn (Amazon Crossing)

Autrici: Terri Osburn
Titolo originale: Up To The Challenge
Traduttrice: Lorenza Braga
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: USA
Pubblicazione originale:  Montlake Romance, 2013, pp.347
Pubblicazione italiana: Amazon Crossing,  aprile 2017, pp. 320, € 9,99
Parte di una serie: 2° serie Anchor Island
Livello sensualità: ALTO
Disponibile in ebook a € 3,99

TRAMA: Lucas Dempsey è fuggito da Anchor Island subito dopo il diploma per allontanarsi dall’isola in cui è cresciuto e dedicarsi alla carriera legale. Quando però il padre ha un attacco cardiaco, non può che offrirsi volontario per gestire il ristorante di famiglia, nonostante l’ego ancora a pezzi per colpa di Beth, la fidanzata che l’ha lasciato per il fratello maggiore.
Sid Navarro, meccanico irriverente, è lieta di mettere da parte i suoi attrezzi per aiutare i Dempsey. Finché non si rende conto che lavorerà insieme a Lucas, il suo amore segreto fin da ragazzina. Sid sa che mostrare i suoi veri sentimenti significherebbe farsi spezzare il cuore, ma la tentazione di avere Lucas nel suo letto è troppo forte per resisterle.
Dopo un inizio burrascoso, le cose tra Lucas e Sid si faranno bollenti. E a un tratto separarsi diventerà una sfida che forse nessuno dei due avrà più intenzione di vincere.


Sinceramente se fossi nei piani alti della Amazon Publishing Italia cercherei qualcosa di meglio da offrire al mercato italiano in fatto di romance. Con tutte le autrici da cui possono attingere! 
Secondo romanzo di una serie ambientata su una piccola isola al largo delle coste della Virginia, questa storia vede l'antagonista del primo romanzo, Lucas Dempsey, un avvocato bello e dedito al lavoro, che è stato mollato dalla fidanzata per suo fratello, tornare a Anchor Island dove vive la sua famiglia ( ex fidanzata compresa) per aiutare i suoi a mandare avanti il loro ristorante, dopo che il padre è stato colpito da un infarto. Lui lo fa per dovere più che per piacere, perchè rivedere l'ex con suo fratello Joe non gli fa fare salti di gioia, e l'isola gli è sempre stata stretta. Alla gestione del ristorante lo affianca per l'occasione un'amica di famiglia, Sid Navarro, una ragazza con cui è andata a scuola ma di cui non si ricorda più di tanto. Sid, invece,  ha sempre avuto una cotta per lui, ma è decisa a non far trapelare nulla. Questi due all'inizio si scontrano, perchè molto diversi, poi quando lei toglie i vestiti informi ( da meccanico, che è la sua principale attività) e fa vedere che ha un corpo niente male, riesce ad attirare finalmente l'attenzione di Lucas ed inizia la relazione. Ci sono diversi bisticci, sesso abbastanza hot e un sacco di parolacce (soprattutto da parte dell'eroina) per essere un romance di questo genere. D'accordo, il fine era sottolineare la diversità fra i protagonisti; sofisticato, acculturato e ben educato lui, terra terra lei... ma mettere tante parolacce in bocca alla povera Sid non la rende sicuramente più simpatica agli occhi di chi legge. Inoltre, non mi è sembrato di vedere ci fosse gran che tra questi due a parte il sesso. Però per amore di happy end Lucas alla fine naturalmente deciderà di rinunciare alla grande città e ai lauti compensi del suo studio  per rimanere ad Anchor Island con Sid la zerbinotta a fare l'avvocato di provincia, ma nelle realtà, secondo me, col cavolo che sarebbe restato! Mi spiace per la Osburn ma in questo caso non me la sono proprio bevuta e ho trovato Sid poco nelle mie corde. E sì che di solito le eroine che hanno un carattere peperino mi piacciono, ma fra essere peperina ed essere semplicemente maleducata ce ne passa! Inoltre la passione fra lei e Lucas non mi ha saputo coinvolgere. 
A parte questo, la storia scorre abbastanza bene, senza infamia e senza lode.  Il background dell'isola non è descritto più di tanto e i personaggi di contorno fanno apparizioni sporadiche.  Leggendo prima il primo romanzo della serie (vedi qui) forse si capiscono meglio certe dinamiche fra i personaggi, ma non è necessario. 
LA MIA SFIDA PIU' GRANDE è un romance scritto discretamente, ma da cui ci si può staccare senza problemi e di cui ci si dimentica presto. Se avete bisogno di qualcosa da leggere tanto che aspettate di entrare dal dentista, forse può fare al caso vostro.  Ma, come ho detto all'inizio, ci sono romanzi a mio parere molto più belli e coinvolgenti che mi aspetto Amazon decida di tradurre in italiano in futuro!





COME INIZIA IL ROMANZO...
CAPITOLO 1 Sid Navarro valutò l’idea di chiamare un’infermiera per far rimuovere il bastone dell’indignazione dal culo di Lucas Dempsey. Si fosse irrigidito un altro po’, si sarebbe spezzato e gli sarebbe spuntato da un occhio. Osservandolo dal fondo della stanza d’ospedale, non poté fare a meno di notare la tensione che si diffondeva nelle ampie spalle dell’uomo di cui era innamorata da metà della sua esistenza. Non che Lucas fosse a conoscenza dei suoi sentimenti, e del resto Sid preferiva così. A lui piaceva il tipo della donna semplice, cordiale, la ragazza della porta accanto, sempre sorridente e pronta a socializzare. Sid non era troppo complicata, ma la sua natura asociale, insieme al suo lavoro atipico (faceva il meccanico ed era decisamente sboccata) significavano che non corrispondeva al modello di Lucas. Meglio quindi tenere nascosti i propri sentimenti piuttosto che affrontare l’umiliazione del rifiuto.Lucas si avvicinò ai piedi del letto del padre, combattendo quella che sembrava una battaglia tra il lasciarsi sfuggire una lacrima o far saltare la testa a qualcuno. Lei avrebbe scommesso che la vittima
prescelta per la decapitazione sarebbe stata il fratello maggiore, Joe.Anche Joe, in piedi a un metro da Lucas, portava sulle spalle la sua dose di tensione e teneva per mano la fidanzata. Beth Chandler era stata la promessa sposa di Lucas fino a sei settimane prima, particolare che giustificava la tensione, ma poiché sembrava che Lucas avesse concesso la propria benedizione alla nuova coppia, la collera che si percepiva nell’aria non aveva molto senso.
Forse il problema non era il passaggio di fidanzata. Dal momento che Lucas era scappato da Anchor Island nel preciso istante in cui si era tolto il tocco dopo la cerimonia del diploma, lui e Joe non erano più stati d’accordo praticamente su niente. Dieci anni di spaccatura.
Sid lavorava sulla barca da pesca di Joe da circa cinque anni e trascorreva parecchio tempo insieme a lui. La famiglia Dempsey l’aveva più o meno adottata come una figlia. Tranne Lucas, naturalmente. Lui non andava abbastanza spesso sull’isola per ritrovarsi la sabbia nelle scarpe, figurarsi per notare la presenza di un altro membro della famiglia allargata.Non riusciva a ricordare se Joe avesse accennato a un nuovo litigio con Lucas.
D’altra parte, Joe non era esattamente un chiacchierone. Uno degli aspetti che Sid apprezzava di più in lui. Lei non era una di quelle che voleva condividere con un uomo ogni pensiero ed emozione. A suo parere, con quella sciocchezza le donne andavano soltanto in cerca di guai. Cresciuta per lo più dal padre e dal fratello maggiore, intorno a sé Sid aveva sperimentato abbastanza testosterone da sapere che le stronzate che passano per la testa di un uomo in qualunque momento non dovrebbero mai essere rese di pubblico dominio.Tanto meno se il pubblico è femminile.



LA SERIE ANCHOR ISLAND

1. Meant to Be (2013) - Ed.italiana: SCRITTO NEL DESTINO, Amazon Crossing , aprile 2016 - Joe Dempsey e Beth Candler
Beth Chandler ha passato tutta la vita tentando di compiacere gli altri. Ha studiato legge per far contenti i nonni. Ha acconsentito a sposare Lucas, il fidanzato maniaco del lavoro, per farlo felice. E, nonostante la fobia per le barche, è salita su un traghetto per conoscere i futuri suoceri e fare contenti anche loro. Durante un attacco di panico in mare aperto, Beth incontra uno sconosciuto alto e attraente che placa le sue paure… e le fa battere il cuore allo stesso tempo. Ben presto Beth ha una nuova ragione per andare nel panico: il suo bellissimo salvatore dagli occhi azzurri altri non è che il fratello di Lucas, Joe. Ma lei non potrebbe mai lasciare il fidanzato… Anche se l’attenzione di Lucas è più concentrata sul diventare socio dello studio legale che sulla la loro relazione. E se Joe fosse tutto ciò che Beth non sapeva di aver sempre voluto? Se ti interessa questo libro lo puoi trovare QUI.

2. Up to the Challenge (2013) -  Ed.italiana: LA MIA SFIDA PIU'GRANDE, Amazon Crossing , aprile 2017 - Lucas Dempsey e Sid Navarro

3. Home to Stay (2014) -  Willow Parsons e Randy Navarro

4. More to Give (2014)- Callie Henderson e Sam Edwards


****
L'AUTRICE
Terri Osburn si è innamorata della lettura in tenera età iniziando a farlo con versioni brevi de Il mago di Oz, il mastino dei Baskervilles e Piccole donne. Del romance si è innamorata alle scuole medie e non è più tornata indietro. Autrici come Judith McNaught, Kathleen Woodiwiss, e LaVyrle Spencer  le hanno tenuto compagnia durante le superiori per poi passare negli anni 90 ad autrici come  Julie Garwood, Dorothy Garlock, Johanna Lindsey e tantissime altre -Terri è membro delle Romace Writers of America e delle Virginia Romance Writers.
VISITA IL SUO SITO:
 https://www.terriosburn.com/

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Summer in Love 2017: "COACH DEL MIO CUORE " di Maria Cristina Robb - II^ parte


IL NUOVO APPUNTAMENTO CON SUMMER IN LOVE 2017 E' TUTTO DEDICATO ALLA SECONDA E ULTIMA PARTE DEL RACCONTO DI MARIA CRISTINA ROBB INIZIATO LUNEDI' SCORSO (QUI). LO SAPPIAMO CHE NON VEDETE L'ORA DI SCOPRIRE COSA SUCCEDERA' TRA MARGARET E ETIENNE... BUONA LETTURA!

Dopo altri due giri di bosco e cinquecento metri in piscina, a cena ero uno zombie. Mi faceva male tutto, persino i muscoli dei mignoli. Sollevare il cucchiaio della zuppa di verdure fu un’impresa, ma mai quanto usare il coltello per tagliare il pollo arrosto. Arrivai comunque in fondo al pasto, anche se mi fu negato persino un bicchiere di vino.
“Pas d’alcool.” decretò.
Non mi sarei sottoposta al training di quella giornata neanche se me lo avesse prescritto il dottore ma quando Etienne sorrideva, mi si riempiva qualcosa sotto lo sterno e faceva le fusa contento. Mi avrebbe convinta a salire a saltelli su per i picchi frastagliati alle spalle dell’albergo.
Strisciai la sedia indietro e mi alzai con un lamento. “Vado a letto.” dissi quando la cameriera mi tolse il piatto vuoto.
“Fatiguè?”
Lo guardai interrogativo.
“Sei stanca?” ripeté nella mia lingua.
“Sono uno straccio usato e strizzato.” risposi.
“Stasera dormi.” Mi fece l’occhiolino.
Accennai a fargli una linguaccia ma uscì più come una smorfia di dolore.
Salire le scale fu praticamente la tredicesima fatica di Ercole. Mi trascinai oltre la porta della mia camera e mi diressi verso il bagno. Chi lo aveva spostato così lontano?
Pulizia del viso, abluzioni varie e cambio con la camicia da notte, accompagnato da piagnucolio per il movimento delle braccia.
Alla fine, barcollai verso il letto.
Ero sul punto di lasciarmi crollare sopra la coperta a piccoli fiori celesti, quando sentii bussare.
“Marguerite? Tu es là?”
Era il mio dispotico, intransigente, incontentabile, fighissimo allenatore. Chissà se dovevo dirgli di chiamarmi Margaret?
Tornai ad alzarmi in piedi e strisciai le ciabatte fino alla porta.
Lui era bello come il sole, riposato come una rosa, un asciugamano su una spalla e una boccetta tra le mani. Mi sorrise e fece un passo avanti. “Come va?” chiese.
“Come prima. Mi fa male anche parlare.” Le parole stentarono a uscire.
Lui mi mostrò il flacone. “Questo lo preparo io: olio con essenze aromatiche per i dolori muscolari.”
Guardai prima la boccetta marrone scuro, poi lui. “Cosa ci devo fare? Non ho la forza di spalmarmelo.”
Lui rise. “Ti faccio un massaggio.”
Mi ci volle qualche secondo per realizzare. Io, lui, le sue mani su di me e tanto olio sulla pelle.
Il brivido fu inevitabile.
Non potevo sopravvivere.
Rimasi impalata a guardare prima lui, poi l’olio in una sorta di “non ci credo” e “sto sognando”.
“Alors.” disse impaziente, prendendo l’asciugamano con due dita. “Mi fai entrare?”
Mi scostai in fretta, sentendo chiaramente quanti muscoli erano necessari per quel semplice movimento. “Vieni.” Sì, decisi, potevo sopravvivere.
Etienne mi allungò il telo. “Stendilo sul letto. Vado a lavarmi le mani.”
Non me lo lasciai ripetere due volte.
Mi ci vollero cinque minuti per metterlo in posizione con piccoli movimenti, ma alla fine mi sedetti soddisfatta ad aspettare.
Lui rientrò e mi guardò impaziente. “Stesa! Pancia sotto.”
Feci l’atto di sdraiarmi.
“La camicia da notte.” mi sgridò.
“Cosa?”
Lui fece il gesto come per togliersela ed io realizzai il mio problema. Dovevo restare in biancheria intima. Solo il pensiero mi spedì sull’orlo di un mini orgasmo.
Ovvio, poteva fare un massaggio sulla stoffa?
Obbedii a fatica e mi stesi sul letto. Per fortuna avevo indossato un coordinato quel giorno.
Lui si sedette di fianco, sentii il “plop” del sughero della bottiglietta e un lieve profumo di rosmarino e limone si sparse nell’aria. “E’ un olio apposta per i muscoli, la circolazione e le dreinage lymphatique.” Capii il senso solo perché era simile all’inglese.
Gli sentii sfregarsi le mani fra loro, poi le appoggiò sui miei polpacci.
I primi movimenti mi fecero mugolare, prima di riuscire a contenermi. Non volevo sembrare una gatta in calore.
Iniziò con un movimento d’impasto e di spremitura verso l’alto, poi passò alle cosce dove si fermò a lungo nei punti dove mi strappava più lamenti.
Sulla parte lombare lavorò a piene mani e poi con le dita, premendo e spingendo per snodare i muscoli uno a uno. Risalì lungo la schiena sfregando sui muscoli dorsali irrigiditi, i pollici pressati lungo la colonna vertebrale.
Vraiment charmant.” sussurrò mentre insisteva sui muscoli intercostali.
Mi piacque il suono di quelle parole ma non avevo la forza di chiedergli la traduzione.
A un certo punto, fra la zona dorsale e le spalle, mi appisolai. Quando mi risvegliai, ero da sola, coperta da un panno e c’era un biglietto sul cuscino di fianco.
“Domani gita ad Annecy. Pronta per le sei. Etienne.”


PER CONTINUARE A LEGGERE 
LA SECONDA PARTE DEL RACCONTO 


IL PROSSIMO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2017 SARA' PUBBLICATO 
LUNEDI' 14/8. 
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